Recensione TV LG CX: l'OLED completo con HDMI 2.1 e nuova gestione del moto

15 Settembre 2020 160

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L'aggiornamento della gamma TV di LG ha portato al completo rinnovamento di tutte le serie OLED. Ai modelli 2019 succedono i prodotti contrassegnati con il numero romano "X", da leggere dunque come "10" e non come la lettera dell'alfabeto. Il prodotto probabilmente capace di suscitare il maggior interesse è la serie CX, diretta erede dei C9 dello scorso anno e caratterizzata da una dotazione molto ampia e da un rapporto qualità/prezzo che si preannuncia come ogni anno molto appetibile.

Le novità introdotte riguardano anzitutto il taglio da 48", particolarmente appetibile per coloro che ricercano prestazioni di alto livello ma con ingombri ridotti. Sotto la scocca, rimasta pressoché inalterata, sono poi presenti varie ottimizzazioni, aggiunte e ritocchi che sfruttano la base posta dai modelli del 2019 per offrire un prodotto ancora più maturo. Come per gli OLED Sony A8 (qui la nostra recensione) troviamo poi una gestione rinnovata dal moto, frutto di un approccio differente che nelle intenzioni originali doveva sbarcare sul mercato nel 2019 ed è invece arrivato quest'anno con ulteriori affinamenti.

L'esemplare che abbiamo ricevuto in prova è il taglio da 55", probabilmente il più popolare tra tutti. Nella recensione andremo a sviscerarne le prestazioni con dovizia di particolari, concentrandoci sulle novità e sulle differenze rispetto alle serie precedenti, in modo da stabilire se ci sono stati passi in avanti e se il pacchetto predisposto da LG offre apprezzabili miglioramenti.

SOMMARIO

CARATTERISTICHE TECNICHE E DOTAZIONE

A livello di design la serie CX potrebbe facilmente confondersi con il suo diretto predecessore del 2019. Le soluzioni sono infatti praticamente le stesse. Sul frontale lo spazio è occupato quasi interamente dallo schermo. La cornice che circonda tutti i lati è molto sottile ed è realizzata con una finitura in metallo e superfici arrotondate ai bordi. Il retro è sempre suddiviso idealmente in due parti: la prima metà è color argento lucido con una sfumatura un po' più scura rispetto al C9. Questa porzione del televisore è molto sottile poiché ospita unicamente il retro del pannello OLED.

Nella seconda metà del lato posteriore, costruito in plastica, lo spessore aumenta per contenere l'elettronica, gli speaker e tutti i connettori. Questi ultimi sono posizionati come sulle generazioni precedenti. Se si guarda il TV da dietro, gli ingressi sono collocati in parte all'interno di una rientranza sul bordo destro mentre tutti gli altri sono posti poco più a sinistra direttamente sul retro. Questa scelta è a nostro avviso non ottimale poiché complica l'installazione a parete: le teste dei cavi si trovano infatti in posizione perpendicolare al pannello e creano impedimento nel caso in cui si voglia mantenere una distanza minima dal muro. Per lo stesso motivo anche l'accessibilità è più difficoltosa. Auspichiamo che in futuro LG decida di collocare tutti i connettori parallelamente al pannello.


Sempre restando in tema di ingressi e uscite, il 55" CX mette a disposizione uno slot CI+ in versione 1.4, quattro ingressi HDMI 2.1, tre porte USB, un'uscita audio su jack da 3,5 millimetri, un'uscita digitale ottica, una porta Ethernet e i connettori per i sintonizzatori TV DVB-S2 e DVB-T2. Questi ultimi supportano ovviamente HEVC (profilo Main10). La dotazione comprende inoltre HbbTV, Bluetooth, Wi-Fi, Miracast, AirPlay 2 e HomeKit.

Le funzioni supportate sugli ingressi HDMI 2.1 sono le seguenti:

  • Risoluzione in ingresso fino a Ultra HD a 120 Hz
  • Auto Low Latency Mode (ALLM): viene selezionata automaticamente la modalità che garantisce la più rapida risposta ai comandi.
  • ​Variable Refresh Rate (VRR): la frequenza di aggiornamento delle immagini su schermo può adattarsi a quella della sorgente in tempo reale, evitando l'insorgere di difetti (nei videogiochi) come "stutter" e "tearing".
  • eARC (enhanced Audio Return Channel) su ingresso 2: il canale di ritorno audio migliorato capace di supportare anche le tracce lossless.

La banda gestita è 40 Gbps sul massimo teorico raggiungibile di 48 Gbps. Ciò significa che i TV LG possono supportare segnali in Ultra HD a 120 Hz con un campionamento del colore in 4:4:4 a 10-bit contro i 12-bit concessi dai 48 Gbps.

La base da tavolo è molto larga e dispone di un contrappeso sul retro che assicura un'ottima stabilità al prodotto. Nell'angolo destro è riportata la scritta "LG OLED" in bianco. Il lato frontale inclinato funge come una sorta di deflettore per convogliare il suono dagli speaker (posizionati lungo il lato inferiore) verso l'ascoltatore. La sezione audio è composta da un sistema a 2.2 canali con una potenza complessiva di 40 W. Sono supportate le tracce in Dolby Digital e Dolby Atmos.

A livello costruttivo il CX da 55" convince pienamente sia come cura riposta nel design sia come robustezza e qualità dei materiali. Del resto non è una sorpresa: anche le generazioni precedenti erano caratterizzate dalla stessa qualità ed in effetti ben poco è cambiato nel 2020.


A gestire tutte le elaborazioni è l'Alpha 9 Gen 3 AI Processor, la terza iterazione ulteriormente affinata grazie ad una superiore capacità di calcolo. Tra le novità ci sono anche gli algoritmi sviluppati grazie al "deep learning", tutti studiati appositamente per riprodurre più efficacemente ogni tipologia di contenuti. Auto Genre Selection si occupa proprio di svolgere questo compito: il TV riconosce il genere di video in ingresso (film, serie TV, giochi o eventi sportivi) e apporta una serie di correzioni specifiche per migliorarne la resa.

Gli interventi veri e propri sull'immagine passano invece attraverso AI Picture, che migliora la nitidezza e la riproduzione dei colori. I nuovi processori di terza generazione riconoscono i differenti oggetti presenti su schermo; in particolare si è lavorato sull'elaborazione dei visi e del testo presente su schermo, in modo da aumentarne nitidezza e dettagli ed evitando al contempo interventi che risulterebbero deleteri. Lo stesso principio viene applicato anche all'audio grazie ad AI Sound Enhancement; gli OLED capiscono la natura della sorgente e intervengono tenendo in considerazione le informazioni raccolte. Le voci vengono isolate per rendere più chiari i dialoghi senza intervenire sul resto. Il TV può inoltre eseguire un "up-mix" per ricreare un effetto surround virtuale a 5.1 canali.


La serie CX supporta HDR nei formati HDR10, HLG e Dolby Vision. Il formato Dolby si può anche sfruttare nella modalità Dolby Vision IQ, capace di sfruttare il sensore di luminosità integrato per ottimizzare le immagini in relazione alla luce presente in ambiente. Tra le impostazioni video si aggiunge invece il Filmmaker Mode, una modalità che disabilita varie elaborazioni non strettamente necessarie (come quelli che rendono più fluida l'immagine o la riduzione del rumore) per preservare una resa fedele alla visione originale del regista.

Ovviamente non può mancare la Smart TV basata su webOS che qui troviamo in versione 5.0, accompagnato dall'ormai collaudato telecomando Magic Remote con puntatore e microfono per gli assistenti vocali Alexa e Google Assistant. Il parco di applicazioni è molto ampio: troviamo tra gli altri Chili, DAZN, MediasetPlay, NowTV, Netflix, Prime Video, Rakuten, Raiplay, YouTube, Disney+ e Apple TV.

Per gli amanti dei videogiochi segnaliamo una pronta risposta ai comandi (ne parliamo più in dettaglio nella prova di visione) e la compatibilità con NVIDIA G-SYNC, FreeSync di AMD e la modalità HGIG di HDR Gaming Interest Group, una sorta di standard sviluppato per assicurare la corretta implementazione di HDR in tutti i titoli. A completare la ricchissima dotazione sono le potenzialità che si sbloccano collegando il TV ad un PC su cui è collegato il software di calibrazione Calman di Potrair Displays (per maggiori dettagli vi rimandiamo al capitolo sulle misure).

Chiudiamo come sempre parlando del telecomando. L'unità fornita in dotazione è esattamente identica a quella che accompagnava i prodotti di pari fascia del 2019. C'è quindi sempre la rotella centrale che funge da pulsante per confermare le scelte o per scorrere i menu e anche la disposizione dei tasti è la medesima. La buona ergonomia lo rende un sistema di controllo efficace e semplice da usare, grazie anche al puntatore che semplifica l'interazione con alcune applicazioni o impostazioni (è più veloce immettere il testo). Data la cura risposta nella costruzione del TV non avremmo però disdegnato un telecomando un po' più rifinito nei materiali offerti e nelle funzionalità accessorie, quale ad esempio la poco diffusa retroilluminazione dei tasti.

Il TV OLED55CX6LA viene proposto al prezzo di listino di 1.999 euro.

LE MISURE E I CONSIGLI PER REGOLARE LA TV

Gli OLED LG 2020 non stravolgono i menu e le impostazioni ivi contenuti ma aggiungono alcune voci e apportano qualche piacevole cambiamento. Le modalità disponibili in SDR sono Nitidezza, Standard, Eco, Cinema, Sport, Gioco, Effetto HDR, Filmmaker Mode, ISF Esperto (Stanza luminosa) e ISF Esperto (Stanza buia). In HDR abbiamo invece Nitidezza, Standard, Home Cinema, Cinema, Gioco e Filmmaker Mode. In Dolby Vision le voci restano più o meno le stesse anche se in numero minore.

Le impostazioni che consigliamo sono le seguenti:

SDR

  • Ambiente luminoso: ISF Esperto (Stanza luminosa)
  • Ambiente oscurato: ISF Esperto (Stanza buia) o Filmmaker Mode

HDR

  • Ambiente luminoso: Home Cinema
  • Ambiente oscurato: Cinema o Filmmaker Mode

Dolby Vision

  • Ambiente luminoso: Cinema Home
  • Ambiente oscurato: Cinema

Filmmaker Mode disabilita automaticamente molti filtri invece attivi anche nelle altre modalità consigliate. Un'altra differenza riguarda le impostazioni per la visione in SDR. Con i contenuti a gamma dinamica standard il Filmmaker Mode è impostato con una luminosità di circa 100 cd/m2 - nits, più o meno in linea con quello che da sempre è considerato lo standard per la visione in ambienti completamente oscurati. La modalità ISF Esperto invece, pur essendo teoricamente sviluppata con lo stesso scopo, fissa la luminosità sensibilmente più in alto, circa il doppio rispetto al Filmmaker Mode.

Agli utenti consigliamo quindi due passaggi da effettuare subito dopo le prime fasi di configurazione del televisore: il primo consiste nello spegnimento del risparmio energetico. Per raggiungerla occorre aprire il menu, andare in Immagine e scorrere verso il basso. È un passaggio importante poiché quando questa funzione è attiva la luminosità diminuisce sensibilmente in tutte le modalità. Il Filmmaker Mode, ad esempio, passa da 100 a circa 80 cd/m2 - nits. È inoltre preclusa ogni possibilità di modificare il valore di base agendo sul parametro Luce OLED, che diventa invece attivo quando il Risparmio energetico è disattivato.

A questo punto si può impostare Luce OLED in accordo con la luminosità dell'ambiente per ottenere un risultato ottimale. La modalità video di partenza ha poca importanza poiché tutte, incluso il Filmmaker Mode, si possono modificare liberamente, cambiano solo i valori iniziali. Il valore massimo è inoltre legato all'impostazione selezionata alla voce Luminosità massima, da lasciare tassativamente su Alta in HDR.

Con i contenuti in elevata gamma dinamica si può ottenere un ulteriore incremento della luminosità percepita (ovviamente il picco non cambia, vengono solo enfatizzati mezzi toni). Per farlo occorre abilitare il Contrasto dinamico su Alto. Il prezzo da pagare è un'immagine molto meno fedele e naturale, motivo per cui consigliamo di ricorrere a tale opzione solo in casi particolari quando non è possibile agire in altro modo.

Per il Filmmaker Mode è presente anche una funzione che dovrebbe abilitare automaticamente la suddetta modalità quando il TV riconosce che la sorgente in uso è un film. Al momento sembra però che tale riconoscimento automatico necessiti di ulteriori modifiche poiché, anche abilitando l'apposita voce, il televisore resta comunque sull'ultima modalità video selezionata manualmente.

Per i nostri test abbiamo utilizzato la nostra consueta dotazione: un colorimetro SpectraCal C6 HDR2000, un generatore di segnale DVDO TPG, HDFury Integral, HDFury Vertex, HDFury Linker, il misuratore di input lag realizzato da Leo Bodnar e Calman 5.11 Ultimate.

La modalità che abbiamo scelto è la Filmmaker Mode. La calibrazione di fabbrica garantisce prestazioni decisamente buone. Sulla scala dei grigi c'è un eccesso di blu non eccessivamente accentuato dal 65% fino al bianco al 100%. La temperatura colore tende perciò a risultare più fredda, come evidenziato dalla misura che abbiamo rilevato e che si attesta a circa 6850K. Il DeltaE, l'errore rispetto al risultato ottimale, si attesta mediamente a 2,5 con una punta massima di circa 3,2 al 90% e dunque appena sopra la soglia del visibile (che corrisponde a 3). Il gamma ha un andamento piuttosto lineare ad eccezione dei primissimi livelli (dove si alza) e di quelli prossimi al 90% (dove si alza). Lo scostamento è però non molto rilevante come dimostrato anche dal valore medio di 2,415 contro i 2,4 del riferimento.

Anche sui colori abbiamo verificato una buona precisione della taratura di fabbrica. La copertura dello spazio colore Rec.709 raggiunge il 105,3% a causa del rosso più saturo del necessario. L'errore medio per i primari (rosso, verde, blu) e secondari (ciano, magenta, giallo) è però contenuto poiché non si supera il DeltaE 2,6 (che corrisponde al magenta). Sulle saturazioni intermedie (dal 20% all'80% a passi di 20 punti) l'accuratezza cala a livello generale con il DeltaE che si alza ma che comunque non supera il valore di 2,6. Sul Color Checker, che riporta i valori per un numero molto maggiore di colori, il DeltE medio si attesta a 1,79 con un massimo di 3,45 per il rosso.

La calibrazione si può eseguire utilizzando il bilanciamento del bianco a 2, 10 o 22 punti. Già con la prima opzione si può ottenere una notevole precisione in breve tempo. Le regolazioni con più punti servono per affinare ulteriormente il risultato e per ottenere un quadro ottimale soprattutto nei punti più critici per qualunque televisore, ad esempio le zone appena sopra il nero assoluto, quelle che possono affogare dettagli se non ben regolate. Utilizzando tutti i punti a disposizione abbiamo ottenuto un risultato eccellente: il DeltaE medio sulla scala dei grigi scende a 0,2 e coincide praticamente anche con il valore massimo che è 0,26. La temperatura colore coincide praticamente con il riferimento: il valore misurato è 6509K. Il gamma si linearizza completamente e si attesta al valore di 2,399.

Sui colori ci sono da fare alcune considerazioni aggiuntive. A seguito del bilanciamento del bianco la situazione migliora già sensibilmente, tanto che non ci sarebbe alcun bisogno di ulteriori interventi. Ovviamente il CX è provvisto di tutto ciò che serve per migliorare ulteriormente la fedeltà dell'immagine. Occorre però non farsi prendere la mano perché solo piccole correzioni sono generalmente ben tollerate, mentre mettere mano ai settaggi curandosi solo dei risultati riportati nei grafici può portare ad un peggioramento generale. Aggiustamenti troppo decisi finiscono infatti per inficiare la corretta riproduzione delle sfumature di colore, che diventano meno precise e meno graduali. In gergo tecnico si parla di posterizzazione e la si può notare con apposite schermate di test o dove i colori tendono a sfumare gradualmente su ampie zone. È bene quindi assicurarsi che i cambiamenti eventualmente apportati rientrino nella soglia tollerata e che non causino effetti visibili ad occhio.

La nostra scelta è stata di dare solo qualche piccolo tocco su alcuni colori, in modo da evitare l'insorgere di qualsivoglia problematica. A taratura completata il DeltaE massimo passa da 2,6 a 1,5. Lo stesso comportamento si riscontra anche sulle saturazioni intermedie: DeltaE medio 0,64, e DeltaE massimo 1,42. Ottimi anche i valori riportati dal Color Checker: errore medio a 0,86 ed errore massimo a 2,54 con tutti gli incarnati riprodotti in modo assolutamente naturale.

Come tutti gli OLED anche sulla serie CX è presente l'Automatic Brightness Limiter (ABL) che limita la massima luminosità quando si visualizzano immagini ad elevato APL (Average Picture Level). L'ABL entra in azione e riduce la luce emessa su tutto lo schermo quando la percentuale di elementi luminosi, rapportata alle parti buie, supera una determinata soglia. LG ha impostato il funzionamento dell'ABL con un approccio un po' meno conservativo rispetto ad altri modelli sul mercato. Ne deriva un picco di luminosità più elevato, seppur non di molto, sul bianco che copre tutto il quadro. La misura che abbiamo rilevato sul 100% delllo schermo è 168 cd/m2 - nits.

Passando a HDR troviamo una taratura di fabbrica buona anche se meno precisa, soprattutto per quanto riguarda i colori. Il comportamento sulla scala dei grigi è infatti già buono. Si nota una progressiva mancanza di rosso che si accentua avvicinandosi al bianco al 100% e un contestuale eccesso di blu e in misura minore di verde. Lo scostamento non è però particolarmente significativo. Le curve EOTF ( Electro-Optical Transfer Function) e quella relativa alla luminanza seguono il riferimento molto fedelmente e senza dover eseguire alcuna regolazione manuale. La soglia di errore si alza invece nei grafici relativi all'accuratezza cromatica: Color Checker, Color Match e i gamut relativi agli spazio colore più ampi evidenziano tutti qualche errore o imperfezione anche se non in misura tale da pregiudicare sensibilmente la qualità su schermo.

Per la taratura in HDR sono disponibili tutti gli strumenti utili ad intervenire sui parametri che regolano l'immagine. I banchi di memoria sono completamente separati da quelli per la gamma dinamica standard. L'efficacia dei controlli disponibili permette di portare il televisore a livelli che spaziano dall'ottimo all'eccellente. Sulla scala dei grigi sparisce ogni dominante mentre le curve EOTF e di luminanza, già molto precise in partenza, non mostrano più la benché minima imperfezione.

Uniformità

La differenza diventa più rilevante sui colori. I grafici rendono evidenti i benefici ottenuti a seguito della calibrazione. Color Match, Color Checker e anche i dati relativi a tutte le saturazioni dello spazio colore DCI-P3 risultano molto più precisi non solo relativamente alla situazione di fabbrica, ma anche se si considera il livello medio dei prodotti presenti sul mercato.

CX non è quindi un prodotto capace di esprimere le proprie potenzialità in SDR ma si trova a proprio agio anche quando si passa all'HDR o al Dolby Vision. Per il formato Dolby segnaliamo che l'accuratezza è ancora superiore poiché vengono eliminati completamente anche tutti gli errori di luminanza (legati al tone mapping) solitamente presenti, almeno in minima parte, sulla scala dei grigi. La copertura dello spazio colore DCI-P3 è pari al 97,59% xy e al 98,87% uv mentre quella del BT.2020 raggiunge il 71,77% xy e il 74,99% uv.

I valori riguardanti il picco di luminosità sono i seguenti:

  • Schermata al 1%: circa 768 cd/m2 - nits
  • Schermata al 2%: circa 770 cd/m2 - nits
  • Schermata al 5%: circa 769 cd/m2 - nits
  • Schermata al 10%: circa 764 cd/m2 - nits
  • Schermata al 25%: circa 462 cd/m2 - nits
  • Schermata al 50%: circa 293 cd/m2 - nits
  • Schermata al 75%: circa 233 cd/m2 - nits
  • Schermata al 100%: circa 144 cd/m2 - nits
Dolby Vision Autocal

La misura del volume colore relativo (CIE L*a*b) ha evidenziato una copertura del 110,204% per il BT.709, del 73,859% per il DCI-P3 e del 49,96% per il BT.2020.

La gestione del moto merita un approfondimento poiché, come su tutti gli OLED 2020, sono presenti importanti novità. LG ha introdotto la funzione Motion Pro OLED, inizialmente prevista sulla gamma 2019 e poi posticipata all'anno successivo. Questa dicitura indica un rinnovamento del "black frame insertion", già presente da tempo sui prodotti del colosso coreano ma ora capace di operare a diversi livelli di intensità e con un massimo di 120 Hz anziché sempre a 60 Hz fissi come sui TV precedenti. I livelli di funzionamento sono cinque: Disattivato, Basso, Medio, Alto e Auto.

Alto ripropone di fatto lo stesso sistema dello scorso anno. Le immagini perdono stabilità in modo evidente esibendo uno sfarfallio (in gergo "flickering") troppo fastidioso per poter essere tollerato per più di qualche istante. Se a questo si somma poi l'evidente perdita di luminosità (si arriva ad oltre il 75% in meno) è facile capire perché continuiamo a sconsigliare questa impostazione. Auto regola l'intensità dell'intervento in base alle immagini presenti su schermo. In generale non ci ha convinti perché è poco prevedibile e comunque non molto diverso da quanto ottenuto con Alto.

Picchi di luminosità HDR

Medio e soprattutto Basso sono invece perfettamente utilizzabili perché incidono molto meno sulla luminosità (specialmente Basso) e non causano uno sfarfallio apprezzabile (almeno non ad occhio). La risoluzione in movimento aumenta, seppur in modo non particolarmente evidente: con Basso si arriva intorno alle 330-350 linee circa mentre Medio va un po’ oltre e arriva a 350-380 linee circa. Per migliorare ancora la situazione si possono abilitare le altre due voci presenti nel menu Utente del TruMotion, quello che consente di personalizzarne l'intervento. Le impostazioni che si aggiungono a Motion Pro OLED sono due: De-Judder e De-Blur. Con De-Judder si agisce in particolar modo sui video meno fluidi, quelli che necessitano di una spinta sul fronte della fluidità. Con De-Blur si va invece a ridurre le sfocature soprattutto sui video più fluidi, agendo sui particolari fini, quelli che magari si trovano sui bordi degli oggetti in rapido movimento.

Combinando tutte le impostazioni si può arrivare ad un dettaglio di circa 800-950 linee in movimento, superiore alle 600-650 circa dello scorso anno. Non bisogna però esagerare sempre e comunque mettendo tutto a fondo scala o quasi perché il rischio di generare artefatti (almeno nelle situazioni più intricate con soggetti che si muovono su sfondi in movimento, ad esempio) diventa certezza se ci si fa prendere la mano. Da notare poi che con Motion Pro OLED e le altre voci disattivate il TV sembra applicare un minimo di interpolazione dei fotogrammi e si nota quindi un piccolo aumento della fluidità.

Volume Colore

L’attivazione di Motion Pro OLED causa inoltre degli effetti sulle porzioni più scure delle immagini: parliamo nello specifico di una chiusura sulle basse luci che in SDR comporta la perdita di qualche dettaglio che finisce annegato nel nero. Lo si può notare dai grafici che abbiamo allegato alla recensione dove si nota con evidenza come il gamma si alzi repentinamente sul grigio al 5% e in proporzione via via crescente passando da Basso a Medio e poi ad Alto. In HDR l'attivazione del black frame insertion causa un abbassamento generalizzato di luminosità che coinvolge tutti i livelli della scala dei grigi, come evidenziato dalle curve di luminanza ed EOTF. Il quadro risulta pertanto più scuro con una relativa compressione della gamma dinamica. L'effetto si può mitigare selezionando la modalità video per ambienti luminosi ed abilitando il Contrasto dinamico (a discapito della fedeltà dell'immagine).

La perdita di luminosità legata all'inserimento del black frame insertion è la seguente:

Modalità Cinema SDR (luce OLED 100, luminosità di picco Alta)

  • Senza Motion Pro OLED: 391 nits al 10%
  • Motion Pro OLED Basso: 329 nits al 10%
  • Motion Pro OLED Medio: 225 nits al 10%
  • Motion Pro OLED Alto : 93 nits al 10%

Modalità Cinema HDR

  • Senza Motion Pro OLED: 703 nits al 10%
  • Motion Pro OLED Basso: 515 nits al 10%
  • Motion Pro OLED Medio: 348 nits al 10%
  • Motion Pro OLED Alto: 142 nits al 10%

Motion Pro OLED non si può attivare con i servivi in streaming (abbiamo provato su YouTube, Netflix e Amazon Prime Video): la relativa voce viene visualizzata in grigio.

Motion Pro OLED SDR: Basso (sinistra), Medio (centro), Alto (destra)

Le novità per il moto non sono però finite qui. Tra le modalità pre-impostate del TruMotion si aggiunge Cinema Clear, pensata per eliminare la sfocatura in movimento nei film senza modificare pesantemente la fluidità. Generalmente gli interventi sul materiale cinematografico non sono ben visti dai puristi perché vanno ad alterare completamente la resa dei titoli (realizzati in 24p) trasformandoli in qualcosa di più simile ai programmi televisivi. Questo tipo di elaborazione che incrementa la fluidità snaturandola in modo evidente viene definito effetto Soap Opera. Cinema Clear analizza le immagini e cerca di trovare un bilanciamento tra riduzione della sfocatura e incremento del numero di fotogrammi. Chi ha l'occhio attento noterà sicuramente la differenza ma il compromesso raggiunto è spesso apprezzabile e riteniamo quindi che sia consigliabile provarlo, a molti potrebbe piacere.

Prima di concludere spendiamo qualche parola sulla calibrazione automatica con Calman. Il funzionamento è lo stesso che abbiamo già descritto negli anni precedenti. Si utilizza un PC con installato il software di Portrait Displays e si crea una connessione tra TV e computer usando la rete Wi-Fi. Calman permette di controllare il display direttamente dal PC (non si usano più né il telecomando né i menu su schermo) ed esegue una regolazione automatizzata a livello hardware. Come l'anno scorso è possibile tarare separatamente la gamma dinamica standard, l'HDR10 e il Dolby Vision. Non è necessario disporre di un generatore di segnale: l'OLED può visualizzare tutte le schermate necessarie senza collegare sorgenti esterne.

Motion Pro OLED HDR: Basso (sinistra), Medio (centro), Alto (destra)

Gli utenti più esperti possono anche intervenire manualmente sul "tone mapping", l'elaborazione che adatta la luminosità dei contenuti HDR a quella dei TV. La novità del 2020 consiste invece nella possibilità di eseguire il bilanciamento del bianco a due punti anche dopo aver completato la calibrazione automatica. Sui modelli precedenti la suddetta operazione bloccava tutte le voci presenti nel menu impedendo qualsiasi futura modifica (si dovevano ripristinare le impostazioni iniziali cancellando completamente la memoria del televisore).

Sulla bontà del sistema sviluppato da Calman e LG non c'è molto da aggiungere: i risultati sono ottimi e permettono di eseguire regolazioni piuttosto rapide; generalmente occorrono non più di 15-20 minuti circa, anche se molto dipende dalla soglia di errore selezionata: più è bassa e più tempo occorre. Per maggiori dettagli vi rimandiamo alla recensione del modello C8: di base tutto l'iter funziona praticamente allo stesso modo.

LA SMART TV

La serie CX viene commercializzata con webOS 5.0, l'ultima versione della piattaforma Smart TV di LG. Le novità non sono in realtà moltissime. L'esperienza d'uso e l'interfaccia grafica sono state costruite sulla base delle precedenti versioni, una scelta del resto comprensibile poiché il sistema operativo è ormai da tempo maturo, affidabile ed anche piuttosto diffuso, dato il numero di televisori venduti dal marchio coreano nel corso degli anni. Non c'era dunque nessuna necessità di stravolgere un sistema che funziona bene.

Il chip che gestisce tutte le funzioni è contrassegnato con l'identificativo 020 ed è quindi diverso da quello montato sulla gamma 2019, equipaggiata con il chipset denominato 018. Il menu ad accesso rapido è stato modificato nella grafica e in alcune delle funzionalità offerte. Lo stile utilizzato è ora monocromatico anziché a colori e sfoggia uno stile minimalista e più elegante. Il cambiamento ha favorito anche la leggibilità. Rispetto allo scorso anno c'è anche la possibilità di personalizzare alcune delle voci contenute. La scelta è però limitata ad alcune voci da selezionare all'interno di un apposito sotto menu:

  • Rapporto d'aspetto
  • Avvio rapido+
  • SIMPLINK
  • Spia Standby
  • Schermo Disattivato
  • Contrasto Elevato
  • Traccia Velocità
  • Dimensione Puntatore
  • Volume auto

Non c'è dunque una piena libertà di aggiungere ciò che si vuole ma l'idea è buona e speriamo di vederla applicata in una veste migliorata nel prossimo futuro.

Tra le funzioni presenti non si può non citare AI Preview, una funzione attiva su alcuni servizi in streaming come Netflix, Amazon Prime Video, YouTube eccetera. Quando l'utente scorre le applicazioni presenti sulla home e si sofferma su quelle che supportano AI Preview, l'interfaccia apre una fascia aggiuntiva sopra l'icona con le app; qui vengono mostrati una serie di contenuti consigliati. Selezionandone uno si avvia automaticamente il servizio con il titolo scelto. È quindi una sorta di scorciatoia che permette anche di scoprire alcune novità o di scorrere i suggerimenti senza dover entrare ed uscire dalle singole applicazioni. L'utilità è però parzialmente limitata dal fatto che non tutti i servizi sono stati aggiornati per sfruttare tale funzione.

La disponibilità di applicazioni è molto ampia come del resto lo era già negli anni precedenti. L'elenco completo sarebbe oltremodo lungo e ci limitiamo perciò a citare alcune delle più note: Netflix, Amazon Prime Video, DAZN, Disney+, Infinity, Rakuten TV, YouTube, Apple TV, NOW TV, Chili, TIMvision, Twitch, RaiPlay, Spotify, Google Play Film eccetera.


L'OLED arriva già con il pieno supporto ad AirPlay 2 e HomeKit di Apple. Le relative impostazioni sono contenute all'interno di una schermata dedicata che permette di selezionare alcuni parametri. Si può ad esempio decidere di immettere il codice per avviare AirPlay solo la prima volta o sempre, come visualizzare i sottotitoli o si può disattivare completamente questa funzione. Tramite AirPlay 2 è possibile avviare lo streaming di filmati in Dolby Vision. Con HomeKit si aprono ulteriori possibilità quali ad esempio il controllo vocale tramite Siri.

Google Assistant e Alexa sono invece integrati direttamente e funzionano grazie al microfono sul telecomando. L'assistente vocale di Google si attiva premendo il tasto del microfono mentre per quello di Amazon è richiesta la pressione prolungata del pulsante Prime Video. In entrambi i casi l'interazione è più o meno allo stesso livello degli speaker che troviamo oggi in commercio. Può rivelarsi utile per alcune ricerche e per controllare alcune funzioni ma non sostituisce l'uso del telecomando, nettamente più comodo e rapido per svolgere gran parte delle operazioni di routine.


Il media-player integrato si è rivelato affidabile e capace di riprodurre numerose tipologie di file. La compatibilità dichiarata da LG è del resto molto ampia: MKV, AVI, TS, WMV, MP4, MOV e le codifiche H.264, HEVC, VP9, MPEG-2, MPEG-4, AV1. Nessun problema anche nel riprodurre file di altissima qualità (tratti da Ultra HD Blu-ray o di pari livello): il TV non ha mai mostrato incertezze di alcun tipo. Quanto riportato vale indipendentemente dal metodo utilizzato per visualizzare i file: abbiamo effettuato test sia tramite le porte USB (con chiavette e hard disk) sia ricorrendo alla riproduzione di filmati archiviati su NAS. L'unica accortezza che consigliamo, nel caso in cui si opti per file presenti sulla rete locale, consiste nell'utilizzo di un collegamento via Ethernet, più stabile e adatto soprattutto nel caso di video con bit-rate molto elevato. Si tratta comunque di un consiglio di massima poiché anche in Wi-Fi siamo riusciti a visionare file di alta qualità con ben pochi intoppi.

Per interfacciarsi con il televisore si può scegliere tra l'ottimo telecomando Magic Remote e le applicazioni LG TV Plus e LG ThinQ. Quest'ultima dovrebbe progressivamente sostituire la prima poiché ne ingloba le funzioni e offre altre possibilità in più, quali la gestione di tutti i prodotti "smart home" presenti all'interno dell'abitazione. Ricorrere allo smartphone per comandare l'OLED CX può essere comodo in alcuni frangenti. Il primo esempio a cui pensiamo è legato all'assenza del tasto "info" sul telecomando, presente invece tra i pulsanti virtuali all'interno dell'applicazione per iOS e Android. Il tasto info permette di accedere ad informazioni di vario genere: quale risoluzione sta mostrando Netflix e il relativo bit-rate e altri dati di questo tipo.

Complessivamente webOS è rimasto praticamente lo stesso e per questo motivo non possiamo che parlarne bene poiché riteniamo che si tratti di una delle piattaforme più riuscite nel panorama Smart TV. Qualche affinamento però servirebbe non tanto alla parte "smart" vera e propria ma nella gestione dei menu con le impostazioni. Paradossalmente sono proprio queste schermate a mostrarsi meno reattive rispetto a tutto il resto. Nel nostro caso la necessità di entrare ed uscire dai menu in numerosissime occasioni porta probabilmente a dare più peso a questo aspetto rispetto a quanto ne darebbe l'utente medio.

È però facile notare che i tempi di apertura delle pagine con tutte le voci non sono istantanei e che questo può portare ad alcuni inconvenienti. Se si impartiscono sequenze di comandi o si cerca di muoversi troppo rapidamente con le frecce direzionali, capita di commettere errori poiché l'interfaccia non riesce a stare al passo. Intendiamoci: non è sicuramente un problema così fastidioso da risultare frustrante ma è qualcosa su cui si può migliorare, specialmente se si pensa all'ottima reattività di tutte le funzioni "smart", che in teoria dovrebbero richiedere una maggiore capacità di calcolo.

LA PROVA DI VISIONE

Con la serie CX LG ha portato ad ulteriore maturazione quella che riteniamo essere la sua proposta più interessante per il mercato TV OLED. La dotazione offerta in rapporto a prezzo rendono questi prodotti appetibili per una fascia molto ampia di utenti. Possiamo pertanto parlare di "maturazione" e di "ottimizzazione" piuttosto che di "rivoluzione". La base di partenza è del resto la stessa: come abbiamo visto anche nella prova del TV Sony A8 da 55" non ci sono stati passi in avanti significativi nella tecnologia OLED sviluppata da LG per i suoi pannelli.

Ovviamente il livello del nero, il rapporto di contrasto e la gamma dinamica sono tutti aspetti gestiti in modo eccellente ma trattandosi di OLED il fatto non sorprenderà nessuno. Anche l'upscaling è più o meno in linea con quanto abbiamo osservato lo scorso anno sulla gamma 2019. Sui segnali a risoluzione standard il TV riesce a recuperare un discreto livello di dettaglio e a ricostruire un quadro quasi sempre convincente. Diciamo "quasi" perché quando la qualità di partenza cala sotto una certa soglia minima l'elettronica fatica a lavorare e l'immagine risultante è affetta da un numero più o meno evidente di difetti.


La parte più critica è sempre costituita dalle basse luci, le zone più scure presenti su schermo. Da sempre è qui che gli OLED hanno sempre evidenziato la maggior parte delle imperfezioni. Dall'anno scorso LG ha modificato alcuni aspetti per mitigare l'insorgenza di artefatti in queste circostanze. Ci riferiamo in particolare modo a quella sorta di bagliori che si verificano soprattutto con sorgenti molto compresse e con immagini scure. In gergo si parla di "chrominance overshoot". il CX che abbiamo testato ha compiuto ulteriori passi in avanti rispetto al C9. Non possiamo ancora parlare di eliminazione totale ma l'insorgenza è sicuramente inferiore; si può anche notare come questo risultato sia stato raggiunto con un uso meno evidente del dithering, più presente lo scorso anno per mascherare gli artefatti.

Altri miglioramenti si possono notare confrontando la gestione dell'aliasing, le "seghettature" che compaiono a volte sulle linee oblique e che spesso sono visibili sui segnali interlacciati dei canali televisivi. Qui il processore Alpha 9 di terza generazione riesce a fare meglio dei predecessori, probabilmente per via di algoritmi più efficaci nel sopprimere gli artefatti. Con le sorgenti con risoluzione HD o Full HD l'elaborazione è sicuramente più semplice per via del maggior numero di informazioni presenti. Alpha 9 Gen. 3 non presta il fianco a critiche: nei test che abbiamo eseguito si è sempre mostrato all'altezza del compito, mantenendo al contempo una resa naturale. C'è chi riesce a fare ancora di meglio ma la distanza non è più così ampia come lo era in passato.

L'uniformità dell'esemplare che abbiamo ricevuto in test è buona: sulle schermate più scure (grigio tra il 2% e il 5%) si possono scorgere appena quelle strisce verticali che di fatto sono presenti praticamente su ogni pannello OLED, se le si cerca con la dovuta attenzione e con schermate apposite. Parlare di difetto sarebbe però improprio poiché tolleranze di questo genere, praticamente impercettibili in reali condizioni di utilizzo, sono presenti più o meno su tutti i televisori in commercio, qualsiasi sia la tecnologia impiegata. Sul bianco abbiamo misurato variazioni ben al di sotto della soglia critica: gli errori più elevati, misurati in corrispondenza del l'angolo in alto a destra (DeltaE 1,9) e in basso a sinistra (DeltaE 1,7), non sono visibili ad occhio.

La pulizia del quadro è sempre molto buona in ogni situazione, con un livello di dettaglio più che soddisfacente anche sulle basse luci. Anche le sfumature di colore vengono riprodotte con la giusta naturalezza. Nel caso in cui la sorgente sia caratterizzata dalla presenza di transizioni troppo nette e tali da causare la formazione di bande di colore, si può provare ad attivare la funzione Gradazione cromatica che però, almeno nella versione del firmware che abbiamo utilizzato, ci è sembrata poco efficace, tanto che anche cambiando le impostazioni su livelli più aggressivi il risultato non era molto differente. Probabilmente c'è qualcosa da sistemare e LG provvederà in futuro con un apposito aggiornamento. C'è però da dire che questa tipologia di filtri, nota come "de-contouring", comporta sempre la perdita del dettaglio più fine (e anche di quello meno fine se si esagera con le impostazioni) e quindi non è a costo zero. In ogni modo le prestazioni sono assolutamente convincenti anche con la funzione completamente disattivata.


Con segnali Ultra HD di qualità, con o senza HDR, la serie CX esprime naturalmente il suo pieno potenziale. Il livello di dettaglio è sensibilmente più elevato rispetto a quando osservato con contenuti upscalati. Lo stacco tra gli elementi in primo piano e lo sfondo, la resa delle micro-trame (nei tessuti ad esempio) dona un maggior senso di profondità alle immagini. I colori sono molto fedeli ed accurati sia con la gamma dinamica standard sia con l'elevata gamma dinamica. Il picco di luminosità in HDR non è praticamente cambiato rispetto allo scorso anno mentre per l'SDR si è scelto di lasciare le briglie un po' più sciolte come testimoniato dall'ABL, che qui interviene lasciando un margine leggermente superiore con schermate sul bianco a tutto schermo.

La quantità di luce emessa è pertanto ben più che sufficiente a garantire una visione soddisfacente nella gran parte degli ambienti - solo quelli davvero molto luminosi possono costituire un'eccezione. Combinando questa caratteristica alla capacità di spegnere completamente i pixel sul nero si ottiene una gamma dinamica ampissima e un rapporto di contrasto che colpisce l'occhio dello spettatore appagandolo con scene dal forte impatto. La serie CX applica un tone mapping statico o dinamico a seconda delle scelte effettuate dall'utente.


Il tone mapping statico usa correttamente i metadati forniti dai contenuti in HDR10 per modificare l'equilibrio tra chiari e scuri. L'approccio è molto rigoroso: il televisore segue il riferimento in modo praticamente perfetto fino ad arrivare al cosiddetto "roll-off point", il livello di luminosità a partire dal quale si inizia ad allontanarsi dalla curva di riferimento (e a scurire l'immagine) fino ad arrivare piuttosto rapidamente al "clipping" e tutto ciò che eccede quel livello risulta bruciato in un bianco senza più dettagli distinguibili al suo interno. Nel caso dell'OLED LG il suddetto punto è intorno alle 600 cd/m2 - nits dopo la calibrazione.

Il tone mapping dinamico, attivo di default in molte modalità, si abilita attivando la voce Mappatura dei toni dinamica. L'approccio utilizzato da LG (al momento non esiste uno standard) è volto ad incrementare i dettagli visibili sulle altissime luci, in corrispondenza o in prossimità dei picchi di luminosità più elevati. Viene inoltre riequilibrato l'equilibrio tra chiari e scuri per dare una percezione di maggiore luminosità sui mezzi toni. Ovviamente i picchi non cambiano perché dipendono dalle capacità del pannello. L'occhio percepisce una maggiore quantità di luce perché l'elettronica interviene su vari livelli per enfatizzarla maggiormente rispetto a quello che sarebbe il riferimento fissato dai metadati statici che qui vengono scartati: è il processore video ad analizzare le immagini e ad applicare gli aggiustamenti che ritiene opportuni. Non è un approccio rigoroso e per questo potrebbe non piacere ai puristi. Si può inoltre notare che l'elaborazione non è sempre perfettamente coerente: in casi apparentemente simili si posso notare risultati opposti, ovvero immagini scurite anziché schiarite o viceversa. Tutto sommato il risultato è spesso apprezzabile e sicuramente funziona come colpo d'occhio, per cui consigliamo almeno di provare tale funzione.


L'ottima qualità dell'immagine si conferma anche passando da HDR10 a HLG, il formato retro-compatibile usato per le trasmissioni televisive. Per le nostre prove abbiamo utilizzato un decoder Sky Q Black e due film scaricati sull'hard disk interno: "Jumanji: The Next Level" e "Spider-Man: Far From Home". In entrambi i casi l'OLED ha riconosciuto immediatamente la sorgente in ingresso segnalandola in alto a destra come HLG HDR. La qualità video è convincente sia nella gestione dei picchi di luminosità sia per quanto riguarda le alte e basse luci. Solo su queste ultime si può notare qualche artefatto causato sicuramente dalla compressione del segnale, superiore alle controparti su Ultra HD Blu-ray. Possiamo quindi affermare che chi è interessato alle trasmissioni HDR sui canali televisivi può dormire sogni tranquilli: la serie CX è a proprio agio anche su questo terreno.

Arriviamo infine al Dolby Vision, qui declinato in una duplice versione: standard e Dolby Vision IQ. Per quanto riguarda la versione regolare, per così dire, non c'è molto da aggiungere rispetto alle recensioni dei precedenti OLED LG. Dolby Vision permette mediamente di affinare l'adattamento dell'elevata gamma dinamica alle reali capacità del pannello. Le differenze possono non essere sempre così evidenti da saltare immediatamente all'occhio ma ci sono, specialmente quando si tratta di riequilibrare scene con forti contrasti al proprio interno. Non parliamo solo di particolari sui picchi di luminosità ma anche di fonti di luce presenti in scene molto scure, ad esempio insegne o fari delle auto. Dolby Vision prende il meglio di HDR10 e lo mette in scena limandone alcune imperfezioni o riuscendo a ricostruire una gamma dinamica più elevata poiché meglio modulata in entrambi gli estremi (lo ribadiamo anche in questo caso: il picco di luminosità non cambia).


La modalità da preferire è quella Cinema perché restituisce esattamente la volontà del regista, rispettando tutti i parametri per una visione corretta e fedele. Per gli ambienti luminosi o per chi vuole uno spunto in più c'è la modalità Cinema Home, impostata per enfatizzare la luminosità a livello generale in modo da contrastare la luce presente in ambiente. Questo risultato si ottiene a discapito della correttezza: le scene appaiono più brillanti di quanto non dovrebbero essere e alterano anche la fotografia, trasformando scorci catturati con la luce della sera in ambientazioni che somigliano più ad un pomeriggio di sole. Anche la naturalezza viene in parte pregiudicata: i volti possono sembrare più carichi e artificiosamente illuminati da fonti di luce che in realtà non sono presenti nella sorgente originale.

Dolby Vision IQ utilizza invece il sensore di luminosità per regolare l'immagine in relazione alla luce presente in ambiente. Per funzionare necessità della funzione Controllo AI Brightness e si basa sostanzialmente sulla modalità Cinema Home. Può essere una via da percorrere per stanze illuminate ma lo sconsigliamo per chi guarda il TV al buio o con poca luce. Il sensore non sembra infatti capace di modificare così pesantemente l'impostazione di partenza, che resta decisamente bilanciata per l'uso in ambienti luminosi. Da notare poi che di base alcune voci, tra cui il TruMotion, sono abilitate ma non regolabili dall'utente (appaiono in grigio e non si possono selezionare). La modifica è in realtà possibile ma solo dopo aver disattivato la voce Selezione Genere Automatica. Probabilmente sarebbe meglio cambiare questo iter per renderlo più trasparente per l'utente medio.

Tutto perfetto quindi? In realtà no: in alcune circostanze con i contenuti in Dolby Vision si può notare che il livello del nero è un po' più sollevato di quanto dovrebbe essere e l'immagine non risulta di conseguenza perfettamente corrispondente all'originale così come l'aveva immaginata il regista. Nei nostri test abbiamo visto alcuni esempi soprattutto durante l'uso dei servizi streaming. L'incidenza però non ci è sembrata tale da doverlo ritenere un difetto così grave (forse lo abbiamo minimizzato per via della taratura che abbiamo effettuato prima di visionare il prodotto). LG e Dolby dovrebbero comunque essere già al lavoro per sistemare anche questo aspetto.


La rinnovata gestione del movimento si è confermata la novità probabilmente più rilevante per la gamma OLED 2020 e non parliamo solo di LG. Rispetto ad altri modelli sul mercato si recupera un po' meno dettaglio; per contro c'è un'ampia possibilità di cucire queste funzioni su misura per una vasta platea di utenti. Alle modalità pre-impostate si aggiungono tre voci che, combinate nel modo giusto, possono efficacemente diminuire la sfocatura nelle carrellate più rapide. Motion Pro OLED a nostro avviso va usata in modalità Basso per contenere la perdita di luminosità a livelli più che accettabili. Si può prendere in considerazione anche Medio ma il calo è sensibilmente accentuato a fronte di un incremento di dettaglio non così evidente.

Per De-Judder e De-Blur molto dipende dalla tipologia del contenuto. Se si tratta di sport va incrementata più De-Blur ma sempre senza esagerare perché ai livelli più elevati la presenza di qualche artefatto è praticamente una certezza. De-Judder è invece più utile per incrementare la fluidità di sorgenti caratterizzate da frame rate più bassi; per il resto vale sempre lo stesso consiglio: effettuare test (ad occhio) per capire qual è la propria zona di comfort e quando l'elaborazione diventa eccessiva, con tutte le conseguenze negative del caso. Tendenzialmente consigliamo di ricorrere a questi sistemi per sport o programmi televisivi in generale, sorgenti che traggono maggior beneficio dalla riduzione della sfocatura e sulle quali indice poco la perdita di dettaglio sulle bassissime luci che abbiamo descritto nel capitolo sulle misure. Durante una partita di calcio, basket, una gara di Formula 1 o di MotoGP le immagini scurissime sono rarissime se non del tutto assenti.


Per i film consigliamo ai puristi di non attivare il TruMotion: la serie CX è perfettamente in grado di trattare il materiale a 24p nella sua forma originale senza introdurre microscatti e senza alterarlo in alcun modo. I meno intransigenti possono invece provare la nuova Cinema Clear, un'aggiunta interessante visto il buon compromesso raggiunto in termini di incremento del dettaglio e fluidità non eccessivamente alterata.

La sezione audio non è molto diversa da quella dello scorso anno ad eccezione della risposta in frequenza, migliorata, seppur non eccessivamente, sui modelli 2020. La calibrazione automatica tramite il microfono del telecomando e la funzione Suono AI Pro possono servire per compensare gli effetti negativi causati da ambienti non ideali. Sperimentare è del resto facile grazie anche alla possibilità di effettuare rapide comparative con le funzioni su on od off; nel caso in cui le modifiche non siano gradite basta un attimo per ripristinare la condizione iniziale.


Il volume raggiunto è abbastanza elevato e permette perciò di rendere adeguatamente anche in ambienti di dimensioni medio-grandi. Sconsigliamo però di spingere troppo sull'erogazione e di arrivare in prossimità del limite: avvicinandosi al massimo la distorsione inizia a fare capolino e peggiora la qualità del suono. Complessivamente le prestazioni, pur non facendo gridare al miracolo, sono piuttosto buone per la classe di appartenenza. C'è però un punto su cui purtroppo si è fatto un passo indietro: gli OLED CX non supportano più il formato DTS, presente sui C9 e non supportato quest'anno. Chi utilizza prevalentemente servizi in streaming o programmi TV potrebbe non accorgersene nemmeno, dato che in questi mercati dominano le tecnologie Dolby, tutte incluse nella dotazione. Chi invece è solito fare uso di tracce in DTS deve ricorrere a qualche espediente (conversione in PCM alla sorgente) o ad altri dispositivi esterni.

Concludiamo come sempre con l'input lag. LG ha realizzato un TV davvero rapido nella risposta ai comandi: il dato che abbiamo misurato è circa 13,2 ms con sorgenti Full HD o Ultra HD, con o senza HDR. In modalità gioco si può anche abilitare il Motion Pro OLED (senza De-Judder o De-Blur) per ridurre la sfocatura. Impostandolo a Basso o Medio l'input lag sale a 21,6 ms.

CONCLUSIONI

Ottima qualità dell'immagine in SDR e HDRBuon lavoro svolto dall'elettronicaCompatibilità con HDR10, HLG e Dolby VisionHDMI 2.1 su tutti gli ingressiLa Smart TV con webOS 5.0 è matura e piacevole da usareInput lag basso e tante funzioni per i videogiochiLe funzioni aggiunte per le immagini in movimento sono efficaciCostruzione di buon livelloDotazione molto ricca
Gli ingressi rivolti verso il retro vanno spostati in altre posizioniManca il DTSManca HDR10+

La serie CX rappresenta un ulteriore passo compiuto da LG nel processo di affinamento e maturazione dei propri TV OLED. Le tecnologie impiegate per la gamma 2020 non stravolgono le prestazioni ma apportano alcune ottimizzazioni magari non sempre particolarmente vistose ma sicuramente apprezzabili. Ne sono una diretta testimonianza l'upscaling, molto simile a quello effettuato dai processori Alpha 9 di seconda generazione e anche la Smart TV.

WebOS 5.0 non porta particolari novità, forte di una piattaforma che già l'anno scorso non prestava il fianco a particolari criticità. LG ha integrato tutte le funzioni e le applicazioni più diffuse, incluse quelle legate all'ecosistema Apple che qui è capace anche di eseguire lo streaming da AirPlay 2 in Dolby Vision. Ci sono poi alcuni piccoli cambiamenti all'interfaccia che però non modificano significativamente l'esperienza d'uso.

Il processore Alpha 9 di terza generazione aggiunge alcuni automatismi per migliorare vari aspetti, come ad esempio il suono. La calibrazione automatica con l'ausilio degli algoritmi di "deep learning" possono compensare alcuni limiti derivanti dall'ambiente di ascolto. Anche la resa sulle basse luci mostra dei passi in avanti, specialmente quando si riproducono contenuti di qualità tutt'altro che eccelsa. I C9 mostravano una maggiore incidenza di artefatti mascherati parzialmente grazie al dithering, mentre i CX riescono non solo a ridurne ulteriormente la presenza ma anche ad ottenere questo risultato facendo meno discorso allo stesso stratagemma, ottenendo così una maggiore pulizia de quadro. Non è ancora una soluzione definitiva ma è comunque un passo in più nella giusta direzione.


Sulle immagini in movimento abbiamo trovato la conferma definitiva circa la bontà della tecnologia sviluppata da LG: Motion Pro OLED è arrivata in ritardo di un anno rispetto alla tabella di marcia ma l'attesa non è stata vana. L'implementazione di LG è diversa da quella di Sony e per questo abbiamo punti dove vince l'uno e altri dove la situazione si ribalta. La riduzione della sfocatura e il conseguente recupero di risoluzione è un po' più blando ma le possibilità di intervento lasciano molta più libertà all'utente, che qui può davvero sbizzarrirsi personalizzando questa funzione a proprio uso e consumo. Come abbiamo scritto nella recensione dell'A8 Sony è difficile tornare indietro dopo aver toccato con mano le potenzialità di questo sistema.

Un grande punto a favore è l'ampio supporto alle funzioni di HDMI 2.1, in particolar modo quelle legate ai videogiochi. Con le nuove console Microsoft e Sony ormai quasi pronte all'uscita è fuor di dubbio che la gamma OLED LG sia tra i prodotti che meglio si sposano con la prossima generazione di titoli che vedremo da fine anno in poi. Poter inoltre disporre di tale dotazione su tutti gli ingressi è la proverbiale ciliegina sulla torta: gli utenti più avanzati non dovranno scegliere cosa collegare via HDMI 2.1 per sfruttare tutte le novità e non saranno costretti ad acquistare accessori esterni per moltiplicare il numero di porte.


Sulla qualità dell'immagine c'è poco da dire: è ottima sia in SDR sia in tutte le forme di HDR e dunque in HDR10, HLG e Dolby Vision. Le prestazioni sono già buone con le regolazioni di fabbrica e diventano eccellenti a calibrazione eseguita. I test che abbiamo eseguito hanno evidenziato anche una costanza non così comune con tutte le tipologie di utilizzo, dallo streaming alla visione di programmi televisivi passando per gli Ultra HD Blu-ray o i videogiochi. Non c'è un terreno che si sia rivelato troppo ostico per la serie CX.

I principali difetti sono due più un terzo e, volendo essere pignoli, un aspetto da ottimizzare per farlo rendere al meglio. Partiamo dagli ingressi rivolti verso il retro, una scelta che LG continua a proporre e che speravamo di non vedere più sui modelli del 2020. L'installazione a parete risulta scomoda così come l'accessibilità in tutti i frangenti, poiché anche col televisore montato sulla base da tavolo non è facile raggiungere tutti i connettori a meno di non avere pieno accesso da tutti i lati, un'eventualità piuttosto rara. Auspichiamo che dal 2021 tutte le porte siano collocate lungo i lati.


Il secondo difetto è l'assenza del DTS. Qui LG è in buonissima compagnia: ormai sono davvero pochi i prodotti che supportano DTS; l'ascesa dello streaming e dei formati Dolby (Vision e Atmos) ha relegato DTS a soluzione secondaria, tanto che molti utenti probabilmente nemmeno di accorgeranno di questa assenza. È però impossibile non segnalarne la mancanza perché si tratta di un passo indietro rispetto ai C9 dello scorso anno, pienamente capace di riprodurre anche questa tipologia di tracce.

Il terzo ed ultimo difetto è di minore entità: tra gli standard HDR manca la possibilità di visualizzare filmati in HDR10+. Questo formato sembra non riuscire a riscuotere lo stesso successo del rivale Dolby Vision, molto gettonato soprattutto dalle piattaforme che offrono lo streaming on demand tramite internet. Lo segnaliamo comunque perché sul mercato esistono altri modelli, OLED e non, compatibili con ogni formato e dunque più completi da questo punto di vista.


L'aspetto da ottimizzare è invece il Dolby Vision. L'implementazione del nuovo Dolby Vision IQ lo rende al momento indicato per la visione diurna in ambienti luminosi ma non altrettanto consigliabile per chi ama guardare i suoi programmi preferiti al buio o con poca luce. Non si sembra quindi che questa novità stia esprimendo al momento le sue piene potenzialità; con qualche aggiornamento firmware si potrebbe affinare l'uso del sensore di luminosità per renderlo più efficace anche quando la luce in ambiente scende. C'è inoltre da sistemare la questione relativa al nero sollevato che si può notare durante la visione di alcuni contenuti, un aspetto che, sebbene non si sia mostrato con incidenza tale da renderlo un difetto grave durante i nostri test, andrà corretto con un aggiornamento firmware.

Traendo le somme non possiamo che promuovere gli OLED CX: trovare altri prodotti con una dotazione di pari livello e una qualità tanto elevata non è semplice. La proposta di LG non rappresenta il massimo possibile sotto ogni punto di vista - c'è chi fa di meglio se si considerano le prestazioni pure in dettaglio suddividendole per macro-categorie. Quello che il CX propone è però un livello medio molto elevato che non mostra cedimenti veri e propri sotto nessun punto di vista. Alla luce di quanto riportato si deve considerare ottimo anche il rapporto qualità/prezzo, inferiore (come base di partenza) di 500 euro rispetto al corrispettivo del 2019. L'appetibilità crescerà poi col passare dei mesi seguendo il classico iter di tutti i nuovi TV immessi sul mercato, con i prezzi reali nei negozi che diventeranno sempre più convenienti.

Un ringraziamento ad Audio Quality per il supporto logistico.

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Commenti

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Igoritaly

purtroppo mi sono trasferito all'estero (spagna) ed è un problema altrimenti l'avrei gia' fatto...un metodo alternativo?

Nicola Buriani

Non scarichi l'app, usi HbbTV.

Aster

Ho visto che gz1500 sta sui 1500 euro uguale al hz1000 online,o 1300 su alcuni siti

Nicola Buriani

GZ950,il GZ1000 costa un pochino di più.

Nicola Buriani

Come rapporto qualità/prezzo probabilmente sì, hai una Smart TV più completa del Philips (Saphi TV non è Android TV, hai meno applicazioni) e hai un prodotto più aggiornato degli altri (HDMI 2.1 eccetera).

Aster

se propio aspetta e prendi un c9 a 1100-1200,quel panasonic e di due anni fa.Anche se preferisco il panasonic,io tra un po prendero il modello dopo

Aster

il modello 2019 sarebbe serie 1000?

Salvo

Grazie mille della risposta!

In generale quindi il più consigliabile è l LG?

Mirko

Uno step alla volta, prima passerò dal mio Hisense 55" ad un 65", poi se e quando eredito passerò dal 65" al 77".

andrewcai

Il 65 ormai è piccolo, bisogna puntare al 77

Igoritaly

Scusate la domanda del piffero ma dove la trovo la app mediasetplay? Ho un OLED65E8PLA ma cercando nelle app e nello store non ho trovato nulla..è solo per i modelli CX?

Nicola Buriani

Per il Philips tieni presente che usa Saphi TV e non Android.
Panasonic invece è il modello 2018, controlla quanto meno che sia nuovo perché se non lo è il prezzo è altino (ex demo di così tanto tempo fa va scontato di più, il modello 2019 lo pagheresti circa 200 euro in più nuovo sigillato.
Io non lo prenderei comunque, tanto vale prendere i modelli successivi con Dolby Vision.

S8C BLOG

ti capisco, anche io non ho spazio per un 55 e "dovrò" andare del 48...che menata che ora sono un pò introvabili e a prezzi uguali o maggiori dei 55 come regola...sto taglio da 48 ha davvero colpito

Salvo
Gabriele

Ciao,
ho un Hisense 65U8B e permette sia di registrare che di fare timeshift.
Credo che la funzione sia stata mantenuta anche sui nuovi modelli 2020

ondaflex

Prendo un giorno di ferie e leggo la recensione

Francesco

55

Joey Tempest

te sei matto.

Tiwi

recensione molto molto completa ed esaustiva
tv interessante cmq

hassunnuttixe

Per me è un onore :)

vincenzo francesco

Da quanti pollici lo avevi preso?

bloccato per evidente incapacità di effettuare una conversazione

hassunnuttixe

A chi vorresti segnalarlo, alla DIA per la battuta della testa di cavallo? ma va cagher

Mamma mia che pochezza di commento, sono stati troppo buononi a levartelo, potevano tenerlo e segnalarlo a chi di dovere

Francesco

Ne presi uno lo scorso anno per cambiare il mio vecchio LCD universitario, arrivò subito fallato. Pixel morti intorno ai bordi, schermo scollato dalla cornice. Mi viene sostituito, monto il nuovo, altri pixel morti. Stanco della situazione, ho effettuato il reso.

Gabriele Gabry

Per questo papiro glielo hanno dato un aumento a Nicola?

hassunnuttixe

Inneggiare sto ciufolo, è un uso palesemente ironico. Per la critica a qualcuno non decidi tu che livello di asprezza io debba usare, ovviamente senza arrivare all'insulto ;)

Antsm90

Per i film meglio usare torrent (almeno sono in 4K, audio surround e bitrate più elevato rispetto alla tv pubblica)
Per i programmi televisivi puoi usare Mediaset Play e RAI Play, in questo modo non sei costretto ad una limitatissima scelta di televisori

Antsm90

A quel prezzo non ha praticamente concorrenza, ottima scelta

Antsm90

Oddio, se per te inneggiare ad atti mafiosi e insultare una persona definilendola "sottospecie che scrive a ca**o" non è offensivo beh... Forse forse il problema non sono i moderatori (per dire... Avresti potuto scrivere una frase del tipo: "Per fortuna hai ripreso a recensire tu i televisori come si deve, che l'ultimo articolo non mi era piaciuto molto come impostato. Davvero un'ottima lavoro!"
Il succo è lo stesso ma in questo modo non offendi (esplicitamente) nessuno

andrea

Stessa identica cosa

Aster

noo(:beh i nuovi hanno android tv,se hai fortuna e trovi un va 100hz a 10 bit ,se no un tcl va benissimo

francesco berardocco

si ma il "capo", ha il vizietto di cancellare i post di critica

vincenzo francesco
vincenzo francesco

Addirittura? Perché?

alfri

Il cx da mw mi avevano detto fine ottobre.boh.

S8C BLOG

ciao guarda ho chiesto di recente a diversi utenti qui di questo sito e credo che i panasonic siano i più versatili e validi per questa funzione, specie per il discorso di registrare qualcosa che non stai vedendo e la programmazione...ti suggerirei di informati su questo brand

gs80

Questa non è una recensione, ma una tesi di laurea su una tv

hassunnuttixe

Riposto:
https://uploads.disquscdn.c...

hassunnuttixe

Cancellate i commenti perché uno critica il "capo" barbuto e quella sottospecie di recensione che ha fatto (N.B. senza utilizzare termini offensivi)? Poi quando qualcuno si incazz4 e il sito va in DDoS per 3 giorni ridiamo ;)

Phil

Sto a circa 80-90cm.

Non mi da fastidio perchè uso la dark mode praticamente ovunque e attivo l'HDR solo quando ne ho bisogno quindi la luminosità sta spesso tra il 30/40% che equivale ai soliti 300nits dei monitor standard.

Poi con la risoluzione a 3840x1600 è grande quasi come gli ultimi UW di 38" di LG.

Aster

No io preferisco displayspecification,hai fatto bene.Strano anni fa anche sulla fascia bassa da 32 Philips aveva va

Steelbullet
Samboraboy

Il 50 pollici è VA

Marco Magno

Dipende dalla dimensione del pannello. Ti consiglio di vedere i siti pixeltv (italiano) oppure è rtings (inglese). In ogni caso, il 55 pollici è IPS.
Io un paio di mesi fa ho avvistato il tv, budget massimo 600 euro. Dopo numerose ricerche e confronti ho scelto il Q60R (55 pollici) della samsung. Per adesso mi trovo benissimo

Aster

Ma prendi un tcl o sharp con i nuovi android tv per quel prezzo e uso

Aster

Ma almeno e va o ips?

Francesco

Da evitare come la peste.

Phil

Io mi sono messo il 48"CX sulla scrivania ed è fantastico perchè ti copre l'intero campo visivo, sembra di usare il VR.

Quando gioco con mouse e tastiera utilizzo una risoluzione custom 3840x1600p (mi ero abituato ai 21:9) visto che può essere un po difficile seguire quello che avviene negli angoli alti in giochi frenetici (tipo in un FPS).

Sul discorso dei soli hai ragione, ho la fortuna di potermi permettere un PC potente altrimenti non sarei mai andato per un monitor 4K.

Mirko

Ottima recensione, però io aspetto sempre un 65" ad un prezzo umano ...

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